Enel e Nissan sognano un mondo elettrico

enel nissan energia elettrica

Il futuro di Enel e Nissan è attraversato interamente dall’energia elettrica.

Per essere davvero innovativi occorre uscire dagli schemi, distruggere il problema e orientarsi alla soluzione.

I combustibili fossili da decine di anni a questa parte hanno scatenato e alimentato fattori come il cambiamento climatico, l’inquinamento ambientale, le malattie derivanti da cibi contaminati e la cosiddetta aria grigia che aleggia sopra ogni città industrializzata. E’ arrivato il momento di dirigersi verso le fonti rinnovabili e pulite, con tutte le positività che ne conseguono.

E’ la Nissan a farsi carico di questo ideale. Proprio l’azienda giapponese ripensa alle autovetture sotto una nuova ottica: non più semplici veicoli per passeggeri e bagagli, ma anche e soprattutto veicoli energetici. Per fare ciò è in corso una partnership con Enel.

Immaginiamo una città completamente elettrica, in cui ogni abitazione, azienda e veicolo raccolga energia dalla stessa rete, alimentata da fonti esclusivamente rinnovabili. In questo modo durante le ore di punta, le auto consumeranno energia accumulata, rendendone una maggiore quantità disponibile al resto dello Stato a scapito delle abitazioni, meno frequentate in orario lavorativo.

Quando ciascuna macchina sarà ferma invece, l’energia accumulata diverrà di nuovo disponibile per l’intero sistema, promuovendo tramite le smart car delle vere e proprie smart city.

Questa è l’idea dell’open power sharing, ovvero una centrale elettrica diffusa, svincolata dalla rete fissa ma connessa ad essa tramite le automobili, veri e propri veicoli energetici.

Energia elettrica grazie alla depurazione delle acque

Energia dalla depurazione delle acque

Oggi è possibile ricavare energia elettrica anche dal processo di depurazione delle acque.

Nello stabilimento di Collegno, in provincia di Torino, il primo sistema al mondo che consentirà di produrre energia elettrica con il biogas derivato dalla depurazione delle acque.

Il progetto è costato 5,9 milioni di euro, di cui 4,2 coperti dai fondi europei del progetto Horizon 2020, e vi hanno partecipato diversi gruppi industriali e istituti di ricerca: gruppo SMAT, Convion Oy, il Politecnico di Torino, il centro di ricerca finlandese VTT e l’Imperial College of Science, Technology and Medicine di Londra. Una platea di livello assoluto.

Il sistema, denominato Demosofc, ha raggiunto un obiettivo eccezionale: rendere un processo necessario, come quello della depurazione delle acque, utile alla produzione di energia elettrica pulita. Infatti il prodotto della combustione del biogas, il carbonio, non viene disperso, bensì sarà immagazzinato nelle alghe.

Il biogas sarà estratto direttamente dai fanghi e verrà combusto a circa 800 gradi centigradi in apposite celle (Solid Oxide Fuel Cell – SOFC), con un’efficienza superiore al 50%.

Un risultato eccezionale, per gran parte frutto del genio made in Italy!

L’ARERA ha deciso, via libera ai ritocchi delle tariffe

Aumenti bollette luce e gas

L’ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha deliberato i nuovi aumenti delle bollette a partire dal mese di Ottobre.

Se c’è una cosa che l’Italia non è mai stata storicamente in grado di fare, dal 1946 ai giorni nostri, è dare un taglio ai rincari, di qualsivoglia natura essi siano. Ottobre inizia recando con sé una notizia poco piacevole: quasi il 4% sarà il tetto previsto per l’aumento dei costi medi mensili di bollette di luce e gas. Lo stabilisce l’Autorità Garante per l’Energia e il Sistema Idrico.

A costare di più sarà l’energia elettrica, seguita a ruota dal gas metano. Le motivazioni che hanno condotto a ciò vanno principalmente individuate nell’esagerato caldo dei mesi di giugno e luglio scorso per quanto riguarda la corrente elettrica, che hanno prodotto maggiori sollecitazioni agli impianti di fornitura. Per quanto riguarda il metano, l’incremento dei prezzi all’ingrosso ha fatto la sua parte.

Vi è ancora un dato in più da considerare: da oltre un anno a questa parte, i prezzi in bolletta sono calcolati non più in funzione di quelli di lungo periodo, bensì di quelli a breve periodo di mercato, divenuti molto più convenienti grazie alla liberalizzazione e alla conseguente guerra dei prezzi che ne è scaturita.

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Efficienza energetica: dal Politecnico di Milano lezione esemplare

Efficienza energetica campus

Italia al primo posto per grandi idee energetiche

Ci sono voluti meno di 12 mesi per realizzare il capolavoro di tecnica ed ingegneria che sorge in Via Golgi a Milano. Un impianto di Trigenerazione costruito dal Politecnico di Milano, in grado di rendere praticamente autosufficiente il Campus Leonardo; l’edificio è stato finanziato dalla Regione Lombardia attraverso il Progetto Scuola. L’investimento è stato di circa 4,5 milioni di euro.

La speciale rete interna di diffusione fornirà in autonomia energia elettrica, calore ed aria fredda a tutti gli stabili del campus, il tutto grazie ad un’elevatissima efficienza energetica.

La potenza elettrica installata è di circa 2.000 kW, considerando un funzionamento di 5 mila ore su base annua, la produzione di elettricità sarà di quasi 10 mila MWh/annui, di cui l’80% consumati ad uso interno e il 20% venduto alla rete nazionale (accelerando così i tempi di ammortamento dell’investimento). Dal punto di vista termico, l’impianto ha una potenza di 1.800 kW e la produzione annua sarà di 9 mila MWh.

Il merito di questo spettacolo tecnico (ma anche economico) risiede nei motori, endotermico ed elettrico, che lavoreranno in sinergia per produrre in modo centralizzato luce, energia termica ed energia frigorifera. L’impianto di cogenerazione utilizzerà il principio dell’inseguimento termico, mentre il combustibile utilizzato sarà il gas naturale: il rendimento sarà oltre l’80%!

Un fiore all’occhiello per la nostra comunità scientifica.

Caldo e consumi da record a luglio

Il caldo si è fatto sentire e i picchi di consumo sono da record

Solleone uguale condizionatori e ventilatori sfiniti. Ovvio che tutto questo ha un costo, e molto alto!

Lo scorso luglio è stato uno degli anni più caldi di sempre, sui livelli dell’estate 2003, questa condizione climatica particolare ha spinto verso l’alto il consumo di energia elettrica, alimentazione quasi esclusiva degli elettrodomestici che ci regalano un pò di sollievo. Per l’esattezza l’energia consumata nella penisola tricolore è stata 32 miliardi di kWh, + 13,4% su base annua.

Il gestore unico della rete elettrica italiana sottolinea come questo sia il valore più alto mai registrato in assoluto. Oltre al fattore climatico, di per sè incontrollabile e straordinario (+4 gradi centigradi rispetto alla media), ci sono stati ben 23 giorni lavorativi.

Addirittura nel pomeriggio del 21 luglio scorso si è raggiunto il nuovo picco storico dei consumi: oltre 59.300 MW.

Dati che impongono una riflessione profonda sul surriscaldamento climatico del nostro pianeta, affinchè l’impegno di tutti sia orientato al risparmio e all’efficienza energetica, come sostenuto recentemente anche dal Presidente USA Barack Obama.

Finisce l’era della maggior tutela: quale futuro per i consumatori?

Altre novità in materia di energia elettrica e gas: l’ultima bozza del ddl (disegno di legge) Concorrenza prevede l’eliminazione del servizio di maggior tutela del gas dal 30 Giugno 2015 e dal 30 Giugno 2016 di quello dell’energia elettrica.
Le misure proposte hanno come obiettivo principale quello di favorire la concorrenza tra le società, forzando i consumatori al passaggio al mercato libero e diminuendo così i prezzi delle tariffe.
Il ddl Concorrenza, ancora in studio, cancellerebbe la norma contenuta nel dlgs n.164 del 2000 riguardante gli “Obblighi relativi al servizio pubblico e tutela dei consumatori” e stabilisce che sia compito dell’autorità per l’energia elettrica, il gas e il settore idrico (AEEGSI) a determinare i prezzi di riferimento per il gas dei clienti domestici che scelgono di non aderire al mercato libero e quindi rimangono serviti dal Servizio di Maggior Tutela.
Per questi clienti infatti l’AEEGSI (oggi ARERA) aggiorna i prezzi di riferimento ogni tre mesi, decidendo a volte un taglio, a volte un aumento.
Il nuovo disegno di legge imporrebbe inoltre alle imprese connesse in bassa tensione con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore ai 10 milioni di euro, di non poter più aderire al mercato tutelato già a partire dal 30 Giugno 2015.
Ma come si effettuerà il passaggio al mercato libero?
Sarà l’autorità per l’energia che si occuperà di monitorare i prezzi della luce e il gas nella nuova fase di liberalizzazione; l’ARERA, in accordo con l’Authority della concorrenza, effettuerà un’azione di vigilanza sulle variazioni dei prezzi offerti ai consumatori nei 6 mesi precedenti e nei 12 mesi successivi al manifestarsi degli effetti della cancellazione del servizio di maggior tutela.
Inoltre l’ARERA (ex AEEGSI) avrà il compito di garantire che vengano messe in atto tutte le misure per un chiaro e trasparente passaggio di informazioni al consumatore e assicurare un efficace contrasto alla morosità.
Il dibattito resta aperto e le perplessità sollevate riguardo questo punto sono ancora numerose: secondo alcuni, la piena liberalizzazione produrrebbe un immediato aumento dei prezzi per i clienti che oggi sono tutelati; l’Autorità garante per la concorrenza assicura invece che i prezzi delle offerte luce e gas del mercato libero scenderanno.
Data l’incertezza degli scenari futuri abbiamo deciso come azienda di aderire ad un innovativo progetto atto ad alleggerire il peso delle bollette; il progetto si chiama Zero: il primo social Utility Network che azzera le tue bollette!
E voi cosa ne pensate?

Decreto taglia-bollette: che fine ha fatto?

Decreto Taglia-bollette

Che cosa bisogna sapere del decreto sulle bollette

Molti intralci per la manovra messa in atto dal Governo per garantire alle piccole e medie imprese italiane un taglio del 10% alle bollette elettriche.
L’Authority per l’energia, sulla quale il decreto divenuto legge dell’Agosto scorso ha scaricato il compito di concretizzare la promessa, ha avviato la difficile missione ma si è trovata subito di fronte ad alcuni intoppi  che potrebbero ritardare il raggiungimento dell’obiettivo di settimane se non addirittura di mesi rispetto alla piena operatività sancita per il 1 Gennaio prossimo.
Per arrivare al taglio del 10% bisognerà infatti aspettare il 2015 con il varo dei nuovi atti normativi e di indirizzo da parte del ministro dello Sviluppo.

Cosa prometteva il Decreto taglia-bollette?
Le bollette saranno più leggere del 10% con risparmi tra 1,9 e 2,9 miliardi di euro: l’obiettivo è quello di rendere più competitive le imprese italiane, di far risparmiare i consumatori e ridurre i privilegi acquisiti. Tra le voci sui tagli c’è anche lo stop sugli sconti al Vaticano e San Marino; diranno addio agli sconti anche dipendenti ed ex-dipendenti del settore elettrico che beneficiano di tariffe ridotte sulla base degli accordi sottoscritti nel contratto di lavoro nazionale: in questo modo lo Stato dovrebbe recuperare 20 milioni di euro.
Nel mirino vi è anche un regime tariffario speciale al consumo della rete ferroviaria italiana dal 1 Gennaio 2015, applicato ai soli consumi di energia elettrica impiegata per i treni per i pendolari e non più a servizi come alta velocità e merci.
Il pacchetto presentato dal Ministero prevede anche incentivi alle rinnovabili e alle fonti fossili.

Lo Stato stima un risparmio totale di circa 3 miliardi a favore di imprese e famiglie così distribuito:
1,5 miliardi di tagli in bolletta;
1,5 miliardi di incentivi per investimenti produttivi e capitalizzazione d’azienda.
Il taglio della bolletta si concentra sulle piccole e medie imprese (70%) ma coinvolge anche le famiglie (30%): l’obiettivo è quello di una maggiore equità sul prezzo dell’energia in quanto le PMI italiane pagano circa il 30% in più delle concorrenti europee.
L’intervento più importante rigurda gli incentivi al fotovoltaico, rimodulando i contributi statali con un allungamento da 20 a 24 anni degli incentivi e questo rappresenta la grande preoccupazione delle imprese delle rinnovabili.
Gli interventi sul fotovoltaico toccano gli 8600 soggetti che percepiscono il 60% degli incentivi e che potranno optare per una erogazione in 24 anni anziché 20 oppure per un’equivalente autoriduzione degli incentivi erogati su 20 anni.
Nel Decreto sono state previste anche delle semplificazioni burocratiche: ad esempio per i piccoli impianti a fonti rinnovabili ci sarà un modello unico di comunicazione in sostituzione dei diversi moduli predisposti per gli adempimenti.
Il costo dell’energia è un importante fattore di competitività e i risultati attesi dal taglio si aggiungeranno alle significative riduzioni del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica, già raggiunte dalla maggiore concorrenza nei mercati elettrico e gas e dallo sviluppo di fonti rinnovabili.
Ad oggi la situazione è ancora in fase di stallo e non si sa quando il Decreto verrà attuato: speriamo che finalmente le imprese e soprattutto i consumatori possano risparmiare un po’ e cominciare a “tirare il fiato” su alcuni fronti.

Energia dalle palestre: muscoli e risparmio

Energia dalle palestre: muscoli e risparmio

Energia elettrica dalle palestre? Come?

Si tratta della palestra che riutilizza l’energia prodotta grazie al movimento di tutte le persone che la frequentano: a renderlo non solo possibile, ma probabile, sono le attrezzature di nuova generazione in grado non solo di riciclare energia ma anche di autoprodurla.
Tra queste attrezzature, la prima è rappresentata dalla Artis della Technogym che è stata presentata alla fiera del fitness a Rimini; si tratta della prima linea completa di attrezzature fitness al mondo in grado di generare energia elettrica.
Per essere sviluppata ha richiesto tre anni di ricerche ed investimenti, e nonostante la tecnologia sia tutta italiana, più che da noi ha avuto successo fuori dal territorio nazionale: questi prodotti interessano infatti soprattutto i mercati stranieri e tra i Paesi più attenti all’ecologia e ai consumi energetici ci sono la Svizzera, l’Olanda, la Germania e la Danimarca (vedi la palestra green di Berlino che dal 2009 utilizza attrezzature modificate per la ricarica di smartphone e lettori mp3 dei clienti).

L’interesse non sempre acceso verso la sostenibilità da parte del nostro Paese è dovuto in gran parte anche alla legge, infatti mentre negli altri Paesi per poter installare gli attrezzi, compresi quelli in grado di generare energia è sufficiente un’autodichiarazione o al massimo, dopo aver presentato il progetto agli organi di controllo, dopo un paio di giorni si ricevono le necessarie autorizzazioni.
In Italia invece la trafila per i permessi è piuttosto lunga e complicata: innanzitutto una palestra non può avere più di tredici macchine di un certo tipo ma non solo, si aggiungono i controlli, i bolli da pagare e circa tre-quattro mesi da aspettare per riuscire ad ottenere tutti i permessi. Inoltre, altro scalino importante è rappresentato dal fatto che in Italia, a livello normativo, questo tipo di tecnologia è considerata alla stregua di quella dei pannelli solari che poco hanno a che fare con le attrezzature per il fitness e lo sport.

Ma come sono fatte queste attrezzature?
Sono senza spina e vengono alimentate unicamente dall’energia autoprodotta, in grado di alimentare anche gli schermi tv presenti su ogni macchina; sono macchine che, nei momenti serali, in cui vi è un’affluenza maggiore delle persone nelle palestre, potrebbero coprire da sole il 25% dei consumi. Inoltre il prezzo di queste macchine è superiore di poco più del 3% di quelle normali.
La macchina che è in grado di produrre più energia rispetto a tutte le altre è il tapis roulant e per ridurre i suoi consumi è stato applicato un motore che ha permesso di tagliarli di circa il 30%.
La ricerca ecologica nella produzione di queste attrezzature non riguarda soltanto la capacità di produrre energia ma tutti i prodotti realizzati sono anche al 98% riciclabili, con le plastiche totalmente riutilizzabili: le attrezzature vengono infatti rigenerate e immesse nel mercato con un costo minore.
Ma questo non è l’unico obiettivo: infatti mentre nell’area degli attrezzi e delle macchine per il fitness si sono fatti passi da gigante a livello di sostenibilità, il discorso cambia se si considera l’area benessere; infatti idromassaggi, saune e bagni turchi pesano circa il 50% sui consumi elettrici delle palestre. Per queste zone l’unica soluzione è quella di ridurne il numero.
Infine, tra gli scenari futuri vi sono gli spazi per gli esercizi di gruppo nei quali l’energia può essere ricavata dal calpestio.

A proposito di questa ultima considerazione, è curioso sottolineare come a Rotterdam, in Olanda, già qualche anno fa sia nata la prima discoteca che sfrutta l’energia umana per produrre elettricità che alimenta il locale stesso; questo è stato tra i primi esperimenti condotti mentre dall’anno scorso è stato messo in vendita un pavimento a recupero di energia cinetica che trasforma l’energia cinetica di chi ci cammina sopra in energia elettrica. Chiaramente il pavimento è particolarmente efficace dove c’è tanto movimento. L’ambizione è quella di riuscire a ridurre l’energia consumata dalle discoteche del 30%.
Ecco come il divertirsi in compagnia e il fare sport possono essere fondamentali nel ridurre gli sprechi energetici: produrre energia senza accorgersene ballando, divertendosi e restando in forma.