Energia pulita dal moto ondoso

energia pulita moto ondoso

Energia green dal mare, il moto ondoso produrrà energia elettrica.

La Svezia, insieme all’Australia, si sta dirigendo verso un territorio quasi del tutto inesplorato. Finora abbiamo sentito molto parlare di energia solare, eolica e idrica, un po’ meno delle grandi risorse quali l’energia biotermica e quella derivata dalle correnti marine.

Il mondo ora si sta direzionando verso l’energia del moto ondoso che, come è facile intuire, trae frutto dal movimento dell’acqua e dalle maree.

In Svezia è appena stato impiantato il primo di molti esemplari che dovrà portare alla più grande centrale di questo tipo al mondo, con una produzione di ben 1MW/h di potenza.  Essa sfrutta l’innalzamento dell’acqua per tirare un cavo collegato dal fondale marino ad una boa galleggiante, producendo energia quindi da questa resistenza.

In Australia qualche hanno fa è apparso invece il primo macchinario di tipologia simile, in grado non solo di ricavare energia da questa fonte incredibile, ma anche di purificare – senza costi energetici aggiuntivi – la stessa acqua marina del moto ondoso in questione, rendendola potabile tramite un procedimento nettamente differente.

Le boe galleggianti serviranno per alimentare delle turbine sul fondale marino, che pressurizzano l’acqua all’interno di un tubo sotterraneo, spinta poi in parte in una turbina che ne ricava energia, e nell’altra parte tramite un filtro che ne elimina sali marini e altre impurità.

Si stima che entro il 2030 questo settore creerà oltre 20.000 posti di lavoro, come spesso accade con le energie rinnovabili.

Energia anche dalla toilette

energia dalle toilette

Riusciamo ormai a ricavare energia da ogni “processo”, anche dalla toilette.

Immaginate un WC capace di produrre energia riciclando i rifiuti umani. Un sistema innovativo del genere è in studio, ovviamente, negli USA, e consentirebbe persino l’eliminazione dei liquami senza acqua né impiego di energia stessa.

Il tutto in un’ottica di totale rispetto dell’ambiente. Si chiama Nano Membrane Toilette. All’apparenza una comune tazza da bagno, all’interno in realtà un mondo tutto nuovo e rivoluzionario di vivere la toilette: un sistema chiuso dotato di una barriera rotante in grado di separare rifiuti solidi e liquidi, dividendoli e impedendo il deflusso degli odori, è il principio alla base della curiosa applicazione.

Il principio è un po’ quello della centrifuga di vecchia memoria, usata tanto in ambito industriale, quanto chimico, quanto farmaceutico e ospedaliero.

Il WC, una volta distinti i materiali prossimi allo smaltimento, attiva al proprio interno un gassificatore allo scopo di incenerire i materiali solidi, e producendo contestualmente sia calore – dunque, energia! – sia cenere, ossia un miglior prodotto di scarto.

Se immaginiamo che tale energia nuovamente reimmessa nell’ambiente non si disperda, ma opportunamente canalizzata, potrà alimentare le luci della toilette o piccoli elettrodomestici in essa contenuti, il gioco è fatto.

Ecco come nasce il WC a impatto 0. Un’altra di quelle trovate che, apparentemente folli o futili, dimostrano invece come il mondo nel suo insieme stia sempre più muovendosi nella direzione del “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” di lavoisieriana memoria.

Parigi illumina il futuro dell’energia e dell’ambiente

Conferenza sul clima di Parigi

La conferenza di Parigi risveglia le speranze sul clima e l’ambiente.

La conferenza dell’ONU tenutasi a Parigi, rivela come sia necessario avere un nuovo sguardo d’insieme rispetto a quanto il clima comunica a tutte le persone dotate di buon senso: più semplicemente così non va!

Ed ecco apparire sui banchi di cervelloni e luminari d’ogni nazione e sorta un’idea che suona come davvero avanguardista e rivoluzionaria al tempo stesso: una nota casa automobilistica mondiale propone un cambiamento alla radice circa l’auto elettrica. Da strumento di trasporto a vettore energetico per alimentare casa e ufficio.

La portata innovativa enorme contenuta nell’assunto di cui sopra consiste semplicemente in questo: l’auto elettrica si fa strumento di trasporto non solo di persone fisiche, bensì mediano di tutti i sistemi elettrici nazionali d’Europa. E’ come se avessimo un enorme batteria viaggiante su gomma, con tanto di attacchi e prese a bordo per usi sia civili che professionali.

Questo, in sintesi, il primo passo sostanziale verso l’approdo ad un sistema di energia automotive realmente integrato, dalle infinite possibilità di diffusione, pronto a cambiare anche le abitudini al volante degli uomini del nostro tempo.

Grande importanza ha rivestito anche il ruolo del vento, quale fonte di alimentazione applicata a quanto sinora descritto: che cosa ne pensate di una batteria che si alimenta sempre, sia quando il sole batte, sia quando il vento soffia? Semplicemente straordinario. A tra poco sugli schermi della vita di ciascuno.

“Stop ai condoni edilizi”, parola del Ministro Galletti

Gian Luca Galletti

Sono necessari dei provvedimenti per contrastare il disstesto idrogeologico

Siamo entrati ormai nell’ultimo mese d’estate e le ondate di maltempo si susseguono con intensità crescente.

Il nostro territorio, già fragile di natura, spesso non resiste al vigore degli agenti atmosferici e così le criticità non tardano ad arrivare. Inoltre troppo spesso l’opera invasiva e deturpante dell’uomo ha contribuito ad aggravare la situazione, mettendo a rischio la sicurezza di case, negozi, uffici e soprattutto di famiglie ed intere comunità.

Fortunatamente poco fa il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha rilasciato importanti dichiarazioni a riguardo, durante il meeting di Rimini di Comunione Liberazione ha sostenuto con forza che mai più saranno deliberati condoni edilizi in Italia. Infatti a ben poco possono servire le opere di messe in sicurezza del territorio se contemporaneamente si concedono sciagurati condoni edilizi.

Sempre il Ministro ha poi promesso che entro l’anno prossimo saranno sbloccati circa 750 cantieri, per un valore di oltre 1 miliardo di euro, al fine di contrastare il dissesto idrogeologico.

La speranza è quindi quella che almeno per una volta la politica tenga fede alla parola data, sia per la nostra sicurezza che per preservare un territorio eccezionale, in grado di contribuire fattivamente alla ripresa economica del nostro paese, ma troppo spesso violato senza alcun rispetto.

Utilititalia: una federazione unica per energia, acqua e ambiente

Tutela dell'ambiente

E’ nata Utilitalia, la Federazione unica per le imprese fornitrici di servizi pubblici locali di acqua, energia e ambiente.

Essa è il frutto della fusione di Federambiente e Federutility, che riassumevano già ciascuna per propria parte 600 delle circa 110 aziende a livello industriale di servizi pubblici locali di rilevanza economica – partecipate dagli enti locali –  attive in materia di energia elettrica, gas, acqua e igiene urbana.

Scopo dell’avvento di Utilitalia è la ricerca e la contestuale attuazione di proposte e azioni concrete al fine di abbassare i costi i costi a carico dei cittadini e incrementare gli standard dei servizi offerti all’utenza. Come dire, in sintesi, un’unica regia tesa a ottenere un miglioramento dei costi di gestione e un risparmio del budget complessivo, segnando un vero e proprio cambio di passo nel settore. In tutto si tratta di 600 aziende per complessivi 100 addetti, in grado di dar vita a una produzione industriale che si attesta intorno ai 40 miliardi di euro annui.

Così facendo si potrà porre al centro dell’attività lo sviluppo industriale, su tutto il territorio nazionale, dei servizi pubblici a rilevanza economica nei settori energetici ed ambientali, superando i differenziali territoriali nord e sud, città-aree rurali e attivare politiche di integrazione delle aree metropolitane e regionali, nonché dando vita a moderne ed efficienti reti di servizi, portandole ai livelli delle più avanzate regioni europee.

Ecosostenibilità e bioedilizia

Quando si può fare del bene all’ambiente anche costruendo edifici

Il concetto di ecosostenibiltà racchiude tutto ciò che è sostenibile dal punto di vista ecologico, qualsiasi attività che può essere portata avanti senza danni all’ambiente.

Una casa ecologica rappresenta la soluzione abitativa ideale all’interno dell’ottica di sostenibilità e di risparmio energetico alla quale ci stanno abituando le recenti politiche e problematiche ambientali.
Costruire una casa ecosostenibile significa sfruttare al massimo tutte le risorse che la casa ed il terreno sulla quale viene edificata possono fornire.

Il patrimonio immobiliare italiano è il secondo più vecchio al mondo: oltre il 50% delle abitazioni ha più di 40 anni e le abitazioni che avrebbero bisogno di interventi per una migliore gestione energetica sono circa 4,5 milioni: la riqualificazione sostenibile sta diventando una grande risorsa per il mercato immobiliare e di conseguenza stanno aumentando sia le professioni che gli interventi green.

In Italia è inoltre nata la prima edizione del premio Rebuilt: tra le 30 candidature ricevute da tutta Italia, la giuria ha selezionato i tre progetti che meglio interpretano i criteri che architetti e costruttori dovranno interpretare per soddisfare le nuove normative europee e le richieste degli utenti.
Per costruire una casa ecosostenibile è importante concentrarsi sulla posizione della casa, sulle pareti, sui sistemi di fornitura di acqua, luce e gas e sull’arredamento. La bioedilizia insegna che l’obiettivo della riduzione di consumi può essere raggiunto in due maniere diverse: o mirando alla produzione in loco di energia attraverso l’installazione di pannelli solari o serpentine geotermiche oppure attraverso lo “sfruttamento passivo” dell’abitazione stessa, che consiste nella capacità dell’edificio di consumare solo energia autoprodotta: ad esempio il calore generato dagli elettrodomestici o dall’attività umana può essere immagazzinato per riscaldare l’ambiente.

Inoltre le strutture degli edifici possono fare a meno del cemento se si utilizza quello composto da fibre organiche e riciclabili comportando così una riduzione dal 20 al 40% di CO2; si possono anche adottare piani di cottura di “tecnologie verdi” ad induzione.
E’ altrettanto importante porre particolare attenzione all’arredamento utilizzando materiali non inquinanti e dannosi, cercando di limitare quanto più possibile l’impiego di colle e di vernici.
Per quanto concerne i costi, generalmente una casa green costa all’incirca il 6-7% in più rispetto ad una abitazione tradizionale ma il risparmio si ottiene in seguito, con una riduzione delle bollette di circa il 40%.: infatti ad essere molto bassi sono invece i costi di manutenzione che consentono in un tempo relativamente breve l’ammortizzamento dei costi di costruzione iniziali e vi è anche la possibilità di ricevere contributi statali per l’acquisto delle case ecologiche nonché detrazioni per la realizzazione di opere finalizzate al risparmio energetico.

Sono infatti previsti 116 euro al mq fino ad un massimo di 7000 euro se l’immobile è di classe A mentre 83 euro al mq fino ad un massimo di 5000 euro se l’immobile è di classe B. Per poter avere diritto al contributo, l’immobile deve essere di nuova costruzione e deve essere la prima abitazione della famiglia.

Ecco come la tendenza verso la green economy, verso il rispetto per l’ambiente e la lotta allo spreco sta prendendo sempre più piede nel nostro Paese e offre numerose alternative molte proposte.