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Quanto è aumentato davvero il prezzo dell’energia? E quali sono le conseguenze?

La risposta semplice è che il prezzo dell’energia è aumentato improvvisamente e moltissimo, è infatti da 5 a 10 volte più alto rispetto agli ultimi anni.

Il prezzo dell’energia non è mai stabile, ha sempre dei saliscendi, ma questi sono solitamente sempre stati nell’ordine di pochi punti percentuali e già un aumento del 5% era capace di fare notizia fino a poco tempo fa.

Oggi ci troviamo di fronte ad un terremoto energetico di cui pochi sono davvero consapevoli, perché grazie ai sussidi europei i suoi effetti si stanno dispiegando a rallentatore, anche se ai più attenti non sembra un passaggio particolarmente lento.

Abbiamo scritto infatti un articolo che spiega i 4 motivi dei rincari. Un inverno più lungo del solito che ha portato ad un’erosione delle scorte energetiche, insieme poi alla ridotta fornitura di gas dalla Russia insieme alla generale crisi delle imprese, ha fortemente indebolito la stabilità del settore in Europa, portandoci a prezzi del gas che hanno toccato un picco di quasi 10 volte tanto quelli dell’anno precedente.

Ma in questo articolo vogliamo fare chiarezza su quali sono gli aumenti nelle bollette di energia e quali saranno le sue conseguenze.

Cosa è il prezzo dell’energia?

Il prezzo dell’energia è esclusivamente il prezzo, appunto, della componente energetica, che come sappiamo rappresenta solo una parte di quanto pagato in bolletta.

Se infatti il prezzo dell’energia, in particolare quello del gas, ha avuto un auemento di quasi 10 volte (da circa 20€ al MWh a oltre 180€ al MWh) come mai le bollette non aumentano di dieci volte ma solo di una parte di questo moltiplicatore?

Anche il PUN, Prezzo Unico Nazionale che è fortemente influenzato dai prezzi del gas è passato da:

  • 43€ al MWh dicembre 2019
  • 54€ al MWh dicembre 2020
  • 413€ al MWh dicembre 2021

Proprio perché le bollette includono anche diverse altre voci, come le tasse statali, il costo per la manutenzione degli impianti che l’energia la trasportano, nonché il margine che i fornitori stessi applicano per pagare i loro dipendenti, gli uffici ecc…

Inoltre come sopra menzionato l’Europa e i vari stati hanno tentato di ammortizzare questi costi con dei tagli fiscali, ma queste “soluzioni” non impediranno al terremoto di arrivare.

Quali saranno le conseguenze?

Difficile poterle prevedere con certezza, ma alcune cose le sappiamo in modo abbastanza sicuro.

Solo l’Italia si ritroverà nel 2022 con una spesa per l’energia in aumento: circa 135 miliardi, 100 miliardi in più rispetto ai circa 35 miliardi pagati negli anni precedenti, e questo non suona affatto bene.

Infatti il prezzo dell’energia si riversa praticamente su tutto. Materie come piastrelle, cemento e vetro richiedono molta energia per essere prodotte, quindi aumenteranno i prezzi degli immobili e delle ristrutturazioni. I fertilizzanti richiedono anch’essi energia e le case produttrici stanno chiudendo per insostenibilità economica, quindi la produzione di cibo e tessuti sarà meno efficiente, e con minor offerta avremo un maggior prezzo per alimentazione e abbigliamento. Ma anche l’elettronica e più in generale i servizi, tutti saranno colpiti da bollette più care e riverseranno questi aumenti dell’energia sui loro clienti.

Questa spirale negativa è probabile che durerà più di qualche mese, specialmente con un orizzonte di dipendenza dal gas russo ancora lungo anni se non decenni.

Dall’altra parte questa situazione potrebbe dirottare più finanziamenti verso il settore rinnovabile con possibili risvolti positivi per il futuro, ma sono equilibri delicati e che richiederanno anni per essere spostati. Di certo però la spinta verso questo settore si candida come possibile e concreta soluzione per il salvataggio dell’economia, anzi. Se avessimo investito prima nelle rinnovabili la minor dipendenza dal gas straniero avrebbe avuto impatti di tutt’altra entità.

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