Governance: la “G” che Guida il cambiamento ESG

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Anche se spesso oscurata dalle tematiche ambientali – come il risparmio energetico – o da quelle sociali – come i diritti dei lavoratori – è la G di Governance che Guida il cambiamento ESG. Meno visibile e più strategica, questa terza dimensione opera nell’oscurità reggendo tutta l’impalcatura della sostenibilità aziendale. Infatti, senza una governance solida, trasparente e consapevole, le migliori intenzioni ispirate dal valore della sostenibilità rischiano di restare sulla carta. Invece, vanno gestite, organizzate e monitorate.

Governance: di cosa stiamo parlando?

La Governance è il modo in cui un’azienda prende decisioni, definisce le sue priorità e considera gli interessi di tutti gli stakeholder: dipendenti, clienti, investitori, fornitori, comunità. In chiave ESG, si traduce in:
  • trasparenza nei processi e nelle comunicazioni;
  • gestione dei rischi sociali, ambientali ed economici;
  • contrasto alla corruzione e ai conflitti di interesse;
  • inclusività nei ruoli decisionali;
  • tracciabilità e responsabilità nelle scelte strategiche.
In sintesi, riguarda etica, responsabilità e visione nel lungo periodo.

Perché farsi guidare dalla “G”?

Una governance efficace è una leva potente per generare valore e rafforzare la resilienza aziendale:
  1. riduce i rischi: previene immoralità, inefficienze e danni reputazionali;
  2. attira investitori: soprattutto quelli ESG-oriented, che cercano trasparenza e coerenza;
  3. migliora le performance: allinea strategie e operatività, potenziando le scelte responsabili;
  4. crea valore duraturo: promuove un modello di crescita solido e sostenibile nel tempo.
Significa superare una visione puramente economica per includere la creazione di valore collettivo e condiviso con tutti gli stakeholder.

Come si costruisce una buona Governance

I pilastri su cui poggia una governance solida sono molteplici:
  • supervisione imparziale e processi di audit costanti che consentono di orientarsi verso interessi collettivi;
  • gestione del rischio: approccio strutturato alla prevenzione e al contenimento;
  • trasparenza: report chiari e accessibili, dialogo continuo con gli stakeholder;
  • etica e compliance: rispetto delle normative e dei valori dichiarati.
Per rafforzare tutto questo, servono azioni mirate:
  • definizione chiara di ruoli e responsabilità;
  • uso di KPI e strumenti di monitoraggio;
  • formazione continua su etica e sostenibilità;
  • tecnologie per la rendicontazione e il controllo dei processi ESG.

Chi lo sta facendo bene?

Molte aziende dimostrano che puntare sulla Governance fa la differenza:
  • Unilever: integra da anni la sostenibilità nel core business con un CdA coinvolto e obiettivi ESG misurabili.
  • Patagonia: esempio di coerenza tra governance e scelte aziendali etiche, con donazione degli utili e trasparenza radicale.
  • Iren (Italia): ha reso gli obiettivi ESG parte integrante della propria strategia, con rendicontazione trasparente e piani d’azione concreti.
Anche le PMI si stanno muovendo in questa direzione: introducono figure ESG, migliorano la comunicazione interna, ascoltano i dipendenti, aggiornano i modelli organizzativi.

E uBroker? La sostenibilità si guida dall’alto

Nel settore dell’energia, la responsabilità è doppia. uBroker lo sa e ha già avviato diverse iniziative per rafforzare la propria governance:
  • introduzione di un codice etico;
  • promozione di figure quadro e dirigenziali con background e genere differenti;
  • creazione del Comitato Sostenibilità e introduzione del Report di Sostenibilità;
  • nuove figure professionali (es. Knowledge Manager);
  • miglioramento del servizio assistenza e processi di ascolto degli stakeholder;
  • attività di formazione interna.
Azioni in corso:
  • inserimento di una figura HR senior;
  • nomina di una figura femminile esterna nel Comitato tecnico sulla sostenibilità;
  • adozione del modello organizzativo 231 per la prevenzione dei rischi legali;
  • rafforzamento dei controlli interni con consulenza esterna;
  • rinnovo certificazioni ISO 9001, 14001, 45001;
  • sistema di monitoraggio ESG dei fornitori;
  • implementazione della matrice di materialità tramite survey e ascolto stakeholder, in vista del prossimo bilancio di sostenibilità.

Il motore invisibile del cambiamento

La Governance è il motore invisibile ma fondamentale della sostenibilità. È la leva che trasforma i valori in azione, gli obiettivi in risultati. Perché solo attraverso una guida consapevole, etica e strategica, un’azienda può costruire un futuro sostenibile, credibile e duraturo.

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