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Le giornate si accorciano, le bollette si alzano

Le giornate si accorciano le bollette si allungano

Gli aumenti delle bollette

Con l’arrivo dell’autunno e del freddo, arrivano gli ormai immancabili aumenti sulle bollette di corrente elettrica e gas. Proprio questi rincari coincidono con l’accorciarsi delle giornate, ovvero quando si ha più bisogno di tenere accese le lampadine per l’arrivo inesorabile del buio.

Di conseguenza occorrerà provvedere al riscaldamento, onere che incide parecchio sul costo totale delle spese familiari.

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Da alcuni anni però molti cittadini hanno notato che i costi iniziano a subire un notevole aumento pari:

  • quasi all’8% per la corrente elettrica
  • mentre il 6% per il metano

Con tali cifre si tende a spendere mediamente oltre cento euro in più ogni anno rispetto a quello che si riusciva a risparmiare negli anni passati, quando ancora non erano entrati in vigore gli aumenti.

I motivi dei rincari in bolletta

Spesso le ragioni degli aumenti in bolletta però non dipendono solamente dai consumi eccessivi effettuati in casa ma anche da motivi geopolitici o economici.

Rientrano tra questi ad esempio:

  • l’aumento in bolletta del prezzo delle materie prime
  • la disponibilità del gas in Europa che si fa con il passare del tempo sempre minore
  • costi rientranti negli oneri di sistema
  • la tassazione

Per quanto concerne nello specifico gli oneri di sistema occorre precisare che tale spesa rappresenta una delle più costose per le famiglie italiane e per questo fa aumentare di parecchio il costo totale della bolletta della luce.

Gli oneri possono essere paragonati alle accise che si pagano giornalmente sulla benzina per l’automobile e sono quindi quelle voci che in realtà non c’entrano nulla con i consumi effettuati.

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Tra gli oneri di sistema rientrano:

  • gli incentivi per le fonti rinnovabili
  • i costi per eliminare le centrali nucleari inutilizzate
  • l’aiuto fornito al sistema elettrico nazionale per la ricerca e l’innovazione
  • l’agevolazione della fornitura di gas e corrente elettrica
  • la copertura dei costi effettuati dalle singole aziende
  • la grande siccità dell’estate

Occorre però dare anche un’occhiata all’ambiente e soprattutto alle emissioni di CO2. Le aziende che producono energia elettrica, per ottenere delle concessioni per emettere anidride carbonica infatti attualmente devono pagare un costo decisamente maggiore rispetto al passato in quanto i loro consumi vengono considerati i principali responsabili dei cambiamenti climatici.

La siccità verificatasi d’estate soprattutto nella nazione francese, ha costretto numerosi impianti nucleari a rimanere inutilizzati o comunque poco usati. Questo è dovuto soprattutto al fatto che le fonti di raffreddamento non disponevano di abbastanza acqua per compiere al meglio il loro compito.

Benchè la Francia abbia da tempo annunciato di volersi dedicare alle rinnovabili abolendo anche l’energia nucleare, in questo momento era ancora una fonte fondamentale.

Le centrali nucleari, producendo una quantità limitata di energia elettrica, hanno subito un calo nelle esportazioni verso le altre nazioni inclusa l’Italia.

Tutti questi rimbalzi alla fine finiscono per influenzare negativamente anche le bollette degli utenti che a seguito degli aumenti si ritrovano quindi così a pagare un onere davvero eccessivo.

Portando degli esempi pratici nel 2008 una famiglia spendeva circa 465 euro all’anno per la luce ma ad oggi la cifra sembra essere salita parecchio arrivando a quasi 530 euro, con un incremento del 15%.

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