Impennata del Mercato dell’Energia… e le Nostre Bollette?

Prezzi Record per Luce e Gas, e il nuovo anno potrebbe riservare spiacevoli sorprese.

Anche quest’anno i prezzi dell’energia sono saliti alle stelle.

L’estate ha visto i soliti aumenti dovuti alla domanda crescente, causata dall’intenso uso di condizionatori, ma in generale questo è stato un anno molto caro.

Complici i vari rincari, la siccità, lo spegnimento di centrali nucleari e la ripresa dei consumi nazionali, il 2018 ha visto un aumento di prezzi medio non indifferente: +5%

Fortunatamente non siamo ancora arrivati al prezzo medio nazionale del 2013, ma il 2018 si è dimostrato essere l’anno più caro degli ultimi cinque, e il 2019 non promette bene.

Se infatti quest’anno è stato più caro dell’anno precedente 11 mesi su 12, nel 2019 i prezzi saranno più alti del 2017 tutti i mesi dell’anno, e non poco.

Fortunatamente però da agosto a dicembre saranno più bassi di quest’anno, lasciando un po’ di respiro per il Q4: gli ultimi 3 mesi dell’anno.

Ma queste sono chiaramente proiezioni, staremo a vedere quanto attendibili.

Come si vede nell’istogramma precedente poi, gennaio pare altalenare prezzi incredibilmente alti e incredibilmente bassi anno dopo anno. Carissimo nel 2017 ed economico nel 2018 si prevede un picco record verso l’alto a inizio 2019, quindi prepariamoci: da capodanno si inizia a risparmiare.

E se le previsioni fossero esagerate avremo qualche soldo in più in tasca.

Basta confrontare il report di agosto e settembre per farsi un’idea dell’affidabilità dei numeri quando si parla di futuro.

La CO2 costa di più: conseguenze

Dato invece con duplice interpretazione è quello sui prezzi della CO2, tra gli elementi inquinanti che più saturano l’atmosfera.

L’inquinamento e il surriscaldamento globale sono ormai il tema caldo dell’anno – scusate il gioco di parole – e questo si proietta anche nei fatti.

Inquinare costa sempre di più, come è giusto che sia. Prediligere fonti rinnovabili fa risparmiare lo stato, le aziende che inquinano (energetiche, industrie e molte altre) e in ultima istanza i cittadini del paese. Perchè è proprio qui la cattiva notizia.

L’energia di cui tutti ci approvvigioniamo è composta in parte da fonti rinnovabili. Ma questa è troppo piccola per non farci sentire il fardello dell’anidride carbonica: un gas molto pesante sui nostri portafogli.

Nelle aste per la CO2 infatti le aziende europee che ne emettono comprano la possibilità di inquinare, e più questo costo sale più di conseguenza costerà il prodotto o servizio inquinante in oggetto, in questo caso l’energia.

Questa volta se non altro non dovremo pagare per i morosi, nè dovremo pagare per far risparmiare le grandi aziende.
Pagheremo per salvare qualcosa di molto più grande e che ci riguarda tutti: il nostro pianeta.

 

Assicurazione Gas uBroker: per la Sicurezza di Tutti i Clienti

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Questo servizio è inoltre tutelato dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA).

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Bisogna però precisare che esistono alcune eccezioni per la tutela del gas. Sono infatti esclusi dal servizio:

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Invece per ogni informazione riguardante i sinistri aperti da incidenti gas è consigliabile rivolgersi al Comitato Italiano Gas attraverso:

  • numero verde 800.929.286
  • numero di Fax 02.72001646
  • casella di posta elettronica assigas@cig.it
  • sul sito internet www.cig.it alla sezione Assicurazione

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Russia e Cina firmano l’accordo sul gas

Cina e Russia hanno firmato a Shangai un contratto che passerà alla storia , per la fornitura di gas, frutto di un decennio di negoziazioni.

Dopo anni è stata trovata l’intesa che partirà nel 2018 e si tratta del contratto più grosso di tutta la storia nell’industria del gas nella storia russa e sovietica.

L’accordo prevede una fornitura trentennale di metano garantita da un gasdotto lungo 2200 chilometri, dalla Siberia alla Cina orientale, ancora da costruire; il prezzo per la fornitura sarà di 456 miliardi di dollari per trenta anni. Questo cambia gli scenari geopolitici mondiali dell’energia: la firma infatti rappresenta un importante sviluppo per Mosca che dall’inizio della crisi Ucraina sta cercando sbocchi alternativi per vendere il suo gas. Fino al 2013, l’Europa è stato il primo cliente di Mosca con 160 miliardi di metri cubi acquistati ma la Cina da sola ha superato e rappresenterà il mercato più grande.

La mossa di Putin è stata strategica: cercare di spostare l’asse economico verso est per non dipendere più esclusivamente dall’Europa. Questo non solo per lanciare un messaggio all’Europa dopo i fatti dell’Ucraina, ma anche per trovare altri sbocchi in un momento in cui tra i rinnovabili, la crisi economica e la rivoluzione dello shale gas in America, l’Europa sembra avere meno bisogno di materia prima.

Questo accordo segna una svolta, accompagnato inoltre da una serie di accordi che aprono ulteriormente ai cinesi le porte dell’economia russa, in particolare nel settore delle infrastrutture e delle materie prime. Il contratto per il gas si accompagna infatti ad investimenti per lo sviluppo di giacimenti russi e per la costruzione di gasdotti fino alla Cina, per un totale di 55 miliardi di dollari da parte di Mosca e di almeno 20 da parte di Pechino: sarà il sito di costruzioni più grande del mondo.

Il Presidente della Commissione dell’Unione Europea Josè Barroso è intervenuto a seguito della notizia dell’accordo dicendo, attraverso una lettera indirizzata a Putin, che la fornitura di gas all’Europa non deve essere interrotta, con l’augurio che la Russia mantenga i suoi impegni: egli sostiene essere responsabilità di Gazprom assicurare le consegne di gas come stabilito dai contratti con le società UE.