L’Italia controllerà la Cina

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Grazie a un monitoraggio attento si potrà verificare il livello d’inquinamento

Non si tratta di spionaggio o acquisizioni di quote azionarie, semplicemente Italia e Cina hanno siglato un accordo per il monitoraggio dell’inquinamento e della qualità dell’aria nella zona della nuova megalopoli che riunirà Pechino, il porto di Tianjing e la regione di Hebei.

Il nuovo agglomerato urbano, che si chiamerà Jing-Jin-ji, sarà il più grande del mondo, con una superficie di oltre 100 mila chilometri quadrati e una popolazione di circa 130 milioni di abitanti. L’area, che tra le altre cose ospiterà i Giochi Olimpici Invernali del 2022, sarà un gioiello di innovazione tecnologica, ricerca, avanguardia ed ecocompatibilità. Proprio per quest’ultimo obiettivo le autorità cinesi hanno siglato un accordo con il nostro Ministero dell’Ambiente, il quale dovrà tenere sotto controllo principalmente il livello di polveri sottili (in particolare i PM 2,5) nell’atmosfera della nuova megalopoli.

Il problema dell’inquinamento affligge endemicamente le grandi città della Repubblica Popolare ed un esperimento urbanistico su così vasta scala non può non tenere in considerazione la qualità della vita dei propri abitanti.

L’accordo prevede investimenti davvero molto significativi, a testimonianza dell’impegno dell’Esecutivo orientale, 1,7 milioni di euro per la tecnologia ed il servizio di monitoraggio, mentre altri 1,2 milioni di euro saranno destinati all’acquisto di strumentazione tecnologica, per lo più made in Italy.

Ecosostenibilità e bioedilizia

Quando si può fare del bene all’ambiente anche costruendo edifici

Il concetto di ecosostenibiltà racchiude tutto ciò che è sostenibile dal punto di vista ecologico, qualsiasi attività che può essere portata avanti senza danni all’ambiente.

Una casa ecologica rappresenta la soluzione abitativa ideale all’interno dell’ottica di sostenibilità e di risparmio energetico alla quale ci stanno abituando le recenti politiche e problematiche ambientali.
Costruire una casa ecosostenibile significa sfruttare al massimo tutte le risorse che la casa ed il terreno sulla quale viene edificata possono fornire.

Il patrimonio immobiliare italiano è il secondo più vecchio al mondo: oltre il 50% delle abitazioni ha più di 40 anni e le abitazioni che avrebbero bisogno di interventi per una migliore gestione energetica sono circa 4,5 milioni: la riqualificazione sostenibile sta diventando una grande risorsa per il mercato immobiliare e di conseguenza stanno aumentando sia le professioni che gli interventi green.

In Italia è inoltre nata la prima edizione del premio Rebuilt: tra le 30 candidature ricevute da tutta Italia, la giuria ha selezionato i tre progetti che meglio interpretano i criteri che architetti e costruttori dovranno interpretare per soddisfare le nuove normative europee e le richieste degli utenti.
Per costruire una casa ecosostenibile è importante concentrarsi sulla posizione della casa, sulle pareti, sui sistemi di fornitura di acqua, luce e gas e sull’arredamento. La bioedilizia insegna che l’obiettivo della riduzione di consumi può essere raggiunto in due maniere diverse: o mirando alla produzione in loco di energia attraverso l’installazione di pannelli solari o serpentine geotermiche oppure attraverso lo “sfruttamento passivo” dell’abitazione stessa, che consiste nella capacità dell’edificio di consumare solo energia autoprodotta: ad esempio il calore generato dagli elettrodomestici o dall’attività umana può essere immagazzinato per riscaldare l’ambiente.

Inoltre le strutture degli edifici possono fare a meno del cemento se si utilizza quello composto da fibre organiche e riciclabili comportando così una riduzione dal 20 al 40% di CO2; si possono anche adottare piani di cottura di “tecnologie verdi” ad induzione.
E’ altrettanto importante porre particolare attenzione all’arredamento utilizzando materiali non inquinanti e dannosi, cercando di limitare quanto più possibile l’impiego di colle e di vernici.
Per quanto concerne i costi, generalmente una casa green costa all’incirca il 6-7% in più rispetto ad una abitazione tradizionale ma il risparmio si ottiene in seguito, con una riduzione delle bollette di circa il 40%.: infatti ad essere molto bassi sono invece i costi di manutenzione che consentono in un tempo relativamente breve l’ammortizzamento dei costi di costruzione iniziali e vi è anche la possibilità di ricevere contributi statali per l’acquisto delle case ecologiche nonché detrazioni per la realizzazione di opere finalizzate al risparmio energetico.

Sono infatti previsti 116 euro al mq fino ad un massimo di 7000 euro se l’immobile è di classe A mentre 83 euro al mq fino ad un massimo di 5000 euro se l’immobile è di classe B. Per poter avere diritto al contributo, l’immobile deve essere di nuova costruzione e deve essere la prima abitazione della famiglia.

Ecco come la tendenza verso la green economy, verso il rispetto per l’ambiente e la lotta allo spreco sta prendendo sempre più piede nel nostro Paese e offre numerose alternative molte proposte.