ReUse
Dare nuova vita alle nostre scelte
E se un capo che non indossiamo più potesse diventare il must-have della stagione per il tuo vicino di scrivania?
2026 – in corso
Chi può partecipare
Tutti i dipendenti del Gruppo Ubroker, su base volontaria e gratuita
Dove
Area ReUse nel seminterrato del Palace 1
Quando
Nelle finestre di raccolta e di scelta comunicate attraverso i canali interni
Capi residui
Destinati al Sermig o a un'altra realtà solidale individuata dall'azienda
Come funziona ReUse
Il principio è semplice: portare, condividere, riutilizzare. ReUse è un circuito interno, volontario e gratuito, organizzato in tornate: prima si raccolgono i capi, poi l'area si apre alla scelta, infine ciò che resta viene donato.
01
Porta ciò che non usi più.
Durante le finestre di raccolta puoi lasciare nell'area ReUse capi puliti, integri e pronti da indossare. I nuovi conferimenti vengono tenuti separati e pesati prima di essere sistemati sugli stendini, così da registrare con trasparenza quanto viene raccolto.
02
Trova qualcosa che ti piace.
Durante le finestre di scelta ogni dipendente può prendere liberamente i capi che gli servono. Non è previsto uno scambio uno-a-uno: puoi scegliere un capo anche se non ne hai portato nessuno.
03
A fine tornata, il percorso continua.
I capi che non hanno trovato un nuovo proprietario vengono pesati e destinati alla donazione al Sermig o a un'altra realtà solidale. Ciò che non è stato riutilizzato internamente diventa una nuova opportunità di utilità sociale.
Prima il riuso tra colleghi, poi la solidarietà
È questa la logica centrale di ReUse. Ogni capo ha prima la possibilità di essere scelto da un collega; solo dopo viene donato, nel rispetto delle condizioni di accettazione dell'ente destinatario.
Una regola semplice che mantiene lo spazio vivo, evita accumuli e, soprattutto, dà a ogni capo una possibilità in più di essere utilizzato.
Cosa si può portare
Perché il progetto funzioni, nell'area ReUse arrivano solo capi che un'altra persona possa usare subito. Prima di portarlo, basta chiedersi: “Lo indosserei ancora o lo darei a qualcuno a cui tengo?”
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Sì, se puliti e in buone condizioni
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Abbigliamento per adulti e bambini, asciutto, integro e subito indossabile
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Giacche, maglieria, pantaloni, abiti e accessori tessili in buono stato
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Scarpe pulite, appaiate e utilizzabili senza interventi
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No, se non adatti al riutilizzo
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Capi sporchi, umidi, maleodoranti o macchiati
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Capi strappati, molto danneggiati o non più indossabili
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Biancheria intima, costumi usati, calze e articoli a contatto intimo (salvo confezioni nuove e integre)
Timeline
2026
Nasce ReUse. Ideazione e sviluppo del progetto all'interno di PlanetFirst.
23 ottobre 2026
Il lancio. ReUse viene presentato durante l'aperitivo aziendale. Da questo giorno l'area ReUse, nel seminterrato del Palace 1, è aperta alla raccolta.
23 ottobre – 30 novembre 2026
La raccolta. I dipendenti portano i capi che non usano più: ogni conferimento viene pesato e registrato.
1 dicembre 2026 – 31 gennaio 2027
Gli abiti tornano in circolo. L'area si apre alla scelta: tutti i dipendenti del Gruppo Ubroker possono prendere liberamente i capi disponibili. Si possono continuare a portare vestiti nel contenitore dedicato ai nuovi conferimenti.
A chiusura della prima tornata
La seconda possibilità. I capi residui vengono pesati e donati al Sermig o a un'altra realtà solidale. I dati delle pesature raccontano i risultati effettivi del progetto.
Nel tempo
ReUse continua. Il progetto resta attivo: si potranno sempre portare vestiti, le nuove finestre di scelta saranno annunciate attraverso i canali interni e le donazioni avverranno periodicamente. I dati contribuiscono alla rendicontazione nel Bilancio di Sostenibilità di Ubroker.
Perché nasce ReUse
Da questa idea nasce ReUse, il progetto che trasforma un'area aziendale del Palace 1 in uno spazio dedicato alla condivisione e al riutilizzo degli abiti.
Chi lavora nel Gruppo Ubroker può portare i capi che non utilizza più e metterli gratuitamente a disposizione dei colleghi. Ciò che non trova un nuovo proprietario al termine di ogni tornata continua il suo percorso attraverso una donazione al Sermig o a un'altra realtà solidale del territorio.
Un gesto semplice che unisce riduzione degli sprechi, condivisione e solidarietà, dando una seconda vita a ciò che abbiamo già.
Quasi tutti abbiamo nell'armadio capi ancora utilizzabili che, per abitudine, cambio di taglia o mancanza di occasioni, non indossiamo più. ReUse parte da qui: trasformare qualcosa che resta inutilizzato in una risorsa, prima per un collega e poi per chi ne ha bisogno.
Il progetto rientra nella strategia ESG del Gruppo e nel programma PlanetFirst. Non è soltanto una raccolta di vestiti, ma un modo concreto per applicare l'economia circolare nella vita aziendale.
La nostra “U” diventa utilità
Anche il nome ReUse racconta qualcosa di Ubroker. La U che da sempre caratterizza il nostro nome richiama le utilities, ma in questo progetto assume anche un significato più immediato: utilità.
Utilità per chi trova qualcosa che può ancora indossare.
Utilità per chi libera spazio dando valore a ciò che non usa più.
Utilità per le persone che potranno beneficiare degli abiti donati.
Utilità per il nostro ecosistema, attraverso un uso più responsabile delle risorse.
È questa la direzione di ReUse: “Non buttare ciò che può ancora avere valore, rimettilo in circolo”.
Un progetto, tre dimensioni dell'impatto
ReUse nasce dall'idea che la sostenibilità non riguardi una sola dimensione. Il progetto mette in relazione ambiente, persone e responsabilità, contribuendo a diversi Obiettivi dell'Agenda 2030.
Environmental
Ridurre gli sprechi.
Prolungare la vita degli abiti significa favorire il riutilizzo di prodotti già esistenti e ridurre la necessità di acquistarne di nuovi, per un uso più consapevole delle risorse.
SDG 12 · SDG 13
Social
Condividere e creare valore.
ReUse crea uno spazio di condivisione all'interno dell'azienda e, attraverso la donazione, estende il valore del progetto alle realtà solidali del territorio.
SDG 1
Governance
Misurare per conoscere.
Ogni fase viene registrata con una pesatura. I dati permettono di misurare il percorso del progetto e rendicontarne i risultati nel Bilancio di Sostenibilità.
Per ogni tornata registriamo tre valori: il peso dei capi raccolti, il peso residuo a fine finestra e il peso consegnato all'ente destinatario. La differenza tra raccolto e residuo ci dice quanti chilogrammi sono stati riutilizzati tra colleghi.
Cosa osserviamo
Perché conta
Chilogrammi raccolti
Rende visibile la partecipazione al progetto
Riuso interno stimato
Mostra quanti capi hanno trovato una nuova utilità tra i dipendenti
Chilogrammi donati
Documenta il valore solidale generato per il territorio
Al termine di ogni tornata i risultati vengono condivisi, indicando periodo e metodo di calcolo.
Il progetto contribuisce in particolare a:
12
SDG 12 – Consumo e produzione responsabili, promuovendo il riutilizzo e allungando la vita dei prodotti.
13
SDG 13 – Lotta contro il cambiamento climatico, favorendo un modello di consumo che valorizza ciò che esiste già e limita la necessità di nuova produzione.
1
SDG 1 – Sconfiggere la povertà, attraverso la donazione dei capi non riutilizzati internamente al Sermig di Torino o ad altre realtà solidali del territorio.
Un progetto che continua oltre l'armadio
ReUse parte da un gesto occasionale, come fare pulizia nell'armadio, ma punta a un obiettivo più ampio: costruire una cultura del riutilizzo e della condivisione anche nei luoghi di lavoro. Per questo il progetto resterà attivo nel tempo, con nuove tornate dopo la prima.
Ogni chilo consegnato, riutilizzato o donato diventa un dato che racconta una scelta. Perché la sostenibilità non si misura soltanto nelle grandi trasformazioni: a volte comincia da un armadio, da uno stendino e da un capo che qualcuno ha deciso di non lasciare inutilizzato.
Dare nuova vita alle nostre scelte significa anche questo.