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8 settembre 2014

Dai rifiuti elettronici molte opportunità economiche: non buttiamole

Non si spreca niente nel mondo dell’elettronica

Cellulari, computer, televisori, palmari e tutto ciò che riguarda i prodotti tecnologici, dopo un brevissimo ciclo di vita diventano tecno-spazzatura che ogni anno aumenta in maniera esponenziale: chi ha il compito di governare lo sviluppo tecnologico non può ignorare le conseguenze che essa ha sull’ambiente e sulla società.
L’allarme sull’insostenibilità dei rifiuti hi-tech è stato lanciato in quanto la situazione è in continuo peggioramento: entro il 2020 si potrebbero infatti registrare aumenti con cifre record.
Nel complesso ogni anno si producono 40 miliardi di tonnellate di rifiuti elettronici e si dimostra sempre di più necessario definire regole standard condivise oltre ad un progetto per lo smaltimento efficace dei rifiuti hi-tech che potrebbero invece rappresentare una risorsa economica e un potenziale per la creazione di posti di lavoro.
Ogni anno, in Italia, almeno un terzo dei rifiuti elettronici viene disperso e sfugge dai correnti canali di smaltimento portando ad una perdita di circa 15 milioni l’anno: una situazione preoccupante anche in vista degli obblighi europei che impongono al nostro Paese di smaltire a norma almeno l’85% dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) entro il 2019.
Ma quali sono nel dettaglio le regole imposte dalla Normativa UE?
Ecco gli obiettivi che sono stati indicati:

  • Aumentare la raccolta di rifiuti elettronici nei diversi Paesi Membri: 45 tonnellate per ogni 100 tonnellate di nuovi apparecchi; una soglia a cui si dovrà arrivare obbligatoriamente entro il 2016.
  • A partire dal 2019 il target diventerà più elevato: 65 tonnellate ogni 100 tonnellate di nuovi apparecchi immessi sul mercato.
  • Utilizzo della procedura “uno contro zero” nel caso di rifiuti elettronici di piccole dimensioni: in sostanza i distributori dovranno ritirare gratuitamente RAEE senza che il consumatore sia obbligato ad acquistare un nuovo apperecchio.

Dal 14 Febbraio 2014 la normativa è stata adottata da tutti i Paesi Membri.
Il riciclo dei materiali elettronici è dunque molto importante e Unioncamere ha effettuato uno studio dai risultati molto interessanti sul possibile recupero dei materiali di un certo pregio dal riciclaggio del materiale tecnologico.
Infatti è stato dimostrato come i prodotti tecnologici vengano costruiti in piccola parte da metalli preziosi come oro e argento che, adeguatamente recuperati attraverso l’utilizzo di tecniche precise, permetterebbero di riuscire ad ottenere 320 tonnellate di oro in più e più di 7000 d’argento per un ammontare pari a quasi 15 miliardi di euro.
Ad oggi, solo il 15% viene recuperato mentre il restante resta ammassato nelle discariche.
Questa grande opportunità sta portando molte aziende operanti nel settore del riciclaggio dei rifiuti a studiare il modo più vantaggioso per riuscire a recuperare questo enorme tesoro.
Con il riciclo che viene fatto oggi si verifica infatti una perdita di circa 13 miliardi di euro in metalli preziosi ogni anno: l’Europa rappresenta un potenziale economico di più di un miliardo di euro nel caso si riuscisse a passare dall’attuale 33% all’80% di materiale riciclato.
Lo evidenzia ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile), che ha ospitato il primo “tutorial meeting” rivolto alle PMI sul recupero dei metalli preziosi nei rifiuti hi-tech.
Inoltre, tra i metalli recuperati, ci sarebbero molte delle terre rare importate dalla Ue il cui fabbisogno si aggira intorno alle 12-20 mila tonnellate l’anno, con prezzi oscillanti tra 5-10 mila dollari per tonnellata.
Nel meeting inoltre sono state presentate alle PMI diverse tecnologie italiane per lo smaltimento dei rifiuti tecnologici.
Ecco come il tema del riciclo e dello smaltimento acquisti sempre più importanza ed è necessario non trascurarlo per le opportunità che può offrire, non solo di salvaguardia dell’ambiente ma anche economiche per il nostro Paese.

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