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L’economia del petrolio

il prezzo dell'oro nero

Il petrolio è alla base della nostra economia ed è fondamentale capire come e perchè il suo valore è così volatile.

Lo chiamano oro nero, ma mai l’oro ha avuto variazioni di prezzo tanto considerevoli. Questo perché la produzione petrolifera è influenzata da molteplici situazioni, tra cui quelle politiche ed economiche, senza dimenticare fattori fisici e tecnici.

Si pensi a esempio ai costi di estrazione, che hanno subito notevoli aumenti nel tempo, essendo i primi e vecchi depositi petroliferi superficiali ormai prosciugati occorre ora trivellare sempre più in profondità – addirittura a decine di km sotto il suolo calpestabile – o in altri casi oltre il fondale marino, o addirittura quello artico.

Inoltre, dal ritrovamento di un giacimento alla commercializzazione del suo prodotto passano circa 10 anni, durante i quali la domanda e l’offerta potrebbero essere notevolmente cambiate: e, quindi, i prezzi.

Dal 2005 al 2014 il prezzo è salito fino a 100 dollari al barile, rimanendo stabile grazie alle autoregolamentazioni sulla produzione. Ma, successivamente al 2014, l’Arabia Saudita, con il probabile intento di danneggiare i Paesi concorrenti, ha aumentato la sua produzione del 10%, ed essendo il principale detentore di giacimenti petroliferi (il Medio Oriente possiede ben il 52% delle riserve, contro il 16% del Centro e Sud America, terzo solo al Nord America), insieme alla crisi mondiale degli ultimi anni e al rischio terroristico, ha portato il prezzo a scendere a soli 28 dollari al barile.

Ma il prezzo è anche dettato da motivi politici, come l’accordo tra USA e Russia per mettere in sicurezza gli armamenti chimici della Siria, o la vendita sottocosto dei giacimenti in possesso dell’Isis.

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