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La rivoluzione dell’intelligenza artificiale conversazionale

Avete mai interagito con un chatbot online? Forse avevate bisogno di assistenza clienti per un prodotto o un servizio, oppure stavate cercando informazioni sul sito web di un’azienda. In ogni caso è probabile che abbiate avuto una pessima esperienza.

Non capiva le domande o formulava risposte standard che raramente vi tornavano utili, e sulla fine era una perdita di tempo.

Nonostante i chatbot siano diventati sempre più comuni negli ultimi anni, trend dettato dalle aziende che intendono fornire un servizio clienti più efficiente e personalizzato, i risultati non sono mai stati all’altezza delle aspettative.

Ma nel 2023 è cambiato tutto con il chatbot più avanzato che il mondo abbia mai visto: ChatGPT.
In questo articolo, vedremo più da vicino cos’è, come funziona e alcuni retroscena della tecnologia e dell’azienda, ed esploreremo infine i potenziali impatti di questa novità tecnologica.

Che cos’è ChatGPT?

ChatGPT è un chatbot che ha superato le aspettative dei più – ma ovviamente non di tutti – e che per questo è rapidamente diventato lo strumento con la più rapida adozione nella storia:

  • 1 milione di utenti in soli 5 giorni
  • 100 milioni in appena 2 mesi.

Sembra infatti capace di comprendere il significato delle richieste e di generare risposte in un modo quasi indistinguibile da un uomo con competenze in quasi ogni settore. Sul perchè abbiamo scritto “sembra” ci torneremo più avanti.

Come funziona ChatGPT

Come funziona ChatGPT?

Il termine “GPT” in ChatGPT sta per “Generative Pre-trained Transformer” e si riferisce alla tecnologia sottostante che alimenta il sistema.

Quando un utente interagisce con un chatbot alimentato da GPT, il sistema utilizza l’elaborazione del linguaggio (NLP: Natural Language Processing) per “comprendere” il significato del messaggio.

Nella pratica alle spalle di ChatGPT possiamo immaginarci un cervello virtuale, anche detto Large Language Model (LLM) che è stato addestrato su enormi quantità di dati, consentendogli di comprendere le sfumature del linguaggio e di generare risposte appropriate.

Dietro le quinte

Ma chi l’ha creato? Il modello GPT è stato sviluppato da OpenAI, un’importante organizzazione di ricerca sull’intelligenza artificiale.

Oggi è considerato il modello linguistico più avanzato e sicuro mai creato. Anche per questo gli accordi miliardari con Microsoft hanno permesso a Bing – il motore di ricerca di Cupertino che ha integrato ChatGPT al suo interno – di prendere quote di mercato da Google, il cui servizio concorrente Bard è ancora diversi passi indietro.

Se Bard è infatti al suo primo rilascio, ci troviamo oggi già nella quarta versione di GPT (quinta se consideriamo il rilascio intermedio di GPT 3.5) e le sue abilità vanno oltre quelle che esprime via chat.

Eppure la tecnologia dei Transformer (la T di GPT, non parliamo di Optimus Prime) è un “semplice” modello predittivo. In base ai dati su cui è stato allenato e alla richiesta dell’utente scrive frasi scegliendo parola per parola quella con maggior probabilità di essere “corretta”.

Guardare al futuro

Il potenziale dell’IA conversazionale è chiaramente enorme e ChatGPT è ben posizionata per rimanere in primo piano in questo campo in rapida evoluzione. Man mano che la tecnologia migliora e si diffonde infatti, è realistico aspettarsi un’ampia gamma di conseguenze.

Il primo risultato che stiamo già vedendo è l’enorme impatto sulla creatività e sul lavoro che permette di aiutare le persone in molte fasi e in tantissimi ruoli, producendo lavori di maggior qualità in minor tempo. Non va infatti considerato un sostituto ma un aiutante molto competente.

Il secondo impatto positivo si può avere nel mondo dello sviluppo software. Non scrive infatti solo in tutte le lingue umane, ma anche in tutti i linguaggi di programmazione, e oltre a scrivere codice può anche completarlo, commentarlo e correggerlo.

Una vera rivoluzione nell’industria software che permette ai programmatori di concentrarsi sugli aspetti più teorici e matematici della professione e di compensare le loro lacune tecniche con un copilota. Anche in questo caso GitHub, di proprietà di Microsoft, ha integrato ChatGPT in Copilot X, servizio oggi potenziato grazie a questo servizio di intelligenza artificiale con particolare focus sul software.

Non meno importante è la nascita di modelli linguistici personalizzati basati su GPT. Grazie ad ulteriori dati specifici possono infatti rispondere a domande più tecniche con maggior precisione, che siano queste mediche o scientifiche, matematiche o appunto informatiche.

Con l’introduzione infine dei plugin che ne ampliano le funzionalità e applicazioni, ChatGPT si presta a diventare il nuovo sistema operativo di Internet capace di fare tutto ciò che desideriamo partendo da semplici richieste testuali.

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